Estetica made in Italy

1 settembre 2017

Nel settore dell’estetica sono molti i giovani che vengono in Italia a fare formazione. Chi ci osserva da oltre confine riconosce la qualità del nostro training e conferma che se si mettono alla prova competenze e conoscenze nel Bel Paese si ha maggior chance di successo

L’Italia non è un paese per giovani? Per i giovani che vogliono fare carriera l’unica speranza è andare all’estero? Così sembrerebbe da una rilevazione effettuata tra giovani dai 15 ai 34 anni di età, una generazione proiettata sempre più oltre confine. Eppure nel settore dell’estetica registriamo forse una tendenza inversa ed è significativo il fatto che – grazie ai progetti europei che incentivano le best practices e stage all’estero – sono molti gli studenti europei che vengono in Italia a fare formazione.

Vi voglio perciò raccontare di alcune significative esperienze accadute di recente nella provincia di Vicenza in cui opero, utili soprattutto a comprendere a che punto siamo con la nostra professione a confronto con altri Paesi europei: dà soddisfazione vedere che nelle professioni del benessere (ma anche in altri mestieri artigiani) lo stile italiano è ancora molto apprezzato e considerato uno dei maggiori traguardi di competenza.

Negli ultimi 4 anni, grazie alle valide collaborazioni instaurate nel tempo tra Confartigianato Vicenza e le Camere di Commercio di diverse città europee, abbiamo avuto la possibilità di ospitare presso i nostri istituti di bellezza diversi gruppi di trainees, provenienti soprattutto dall’Europa centrale e dell’est, desiderosi di confrontarsi con il nostro sistema di formazione professionale e soprattutto con l’attività pratica svolta all’interno degli istituti di bellezza. Obiettivo degli operatori stranieri è dunque quello di confrontarsi ed apprendere tecniche e sistemi di lavoro in atto nel nostro Paese, per poter maturare una esperienza professionale importante e da evidenziare nel loro curriculum. È proprio così: sappiamo che la professione dell’estetica è ben regolamentata in Italia, mentre in altri Paesi europei è spesso confusa con altre professioni dell’ambito medico o addirittura configurata come un mestiere dai contorni talvolta indefiniti.

Per lo più, all’estero è considerata attività estetica la sfera dei trattamenti basilari (pedicure, manicure, trattamento viso e pelle, talvolta ma non sempre il massaggio) e difficilmente riscontrerete l’utilizzo di attrezzature elettromeccaniche, di solito appannaggio delle professioni mediche.

In Italia fortunatamente non è così e – anche se c’è molto da lavorare per riconoscere la giusta dignità alla nostra professione – guardando l’orto del vicino non possiamo lamentarci e si capisce dunque perché molti operatori vengano in Italia a rafforzare le proprie competenze. L’opportunità tuttavia non è solo da parte degli stranieri, evidenzio i fattori di arricchimento che ne derivano per i nostri colleghi: ospitando operatori stranieri singoli o in coppia, diventa anzitutto stimolante il confronto con sistemi di lavoro applicati presso altri Paesi, il loro modo di concepire la bellezza e il benessere.

Pigri poi come siamo nell’apprendere una lingua straniera, l’interazione in lingua inglese è il modo più efficace di rinforzare le nostre conoscenze linguistiche e specifiche del settore.

Non ultimo, un vantaggio importante per i titolari dei centri estetici è la possibilità di sperimentare un sistema di formazione in azienda che entrerà sempre più in vigore in Italia, e che vedrà un loro coinvolgimento sempre più attivo nel curare le competenze delle future leve professionali.

A mio avviso dobbiamo dunque essere fieri della nostra professione, che è ritenuta all’avanguardia per chi ci osserva da oltre confine e che testimonia la qualità della nostra formazione e del costante aggiornamento professionale: chi mette alla prova le proprie competenze e conoscenze in Italia ha maggior chance di realizzare le proprie aspirazioni, tenendo sempre presente che la passione per questo lavoro è l’ingrediente fondamentale per avere successo nel mercato.

Valeria Sylvia Ferron
Valeria Sylvia Ferron inizia la propria formazione nell’estetica professionale come scuola dell’obbligo e opera come estetista da quando aveva 18 anni. Ha avviato e gestito diversi Istituti di estetica e benessere, un’attività che prosegue oggi, dopo 26 anni di lavoro come titolare. Parallelamente coltiva il suo interesse per il trucco teatrale e il body painting, conseguendo nel 2009, il brevetto di Truccatrice Teatrale e Cinematografica a Roma. Da 9 anni docente in un istituto di formazione professionale per estetiste a Vicenza. È da anni impegnata nella tutela e sviluppo della categoria estetica attraverso Confartigianato, rivestendo il ruolo di Presidente prima a livello provinciale, in seguito regionale e dal 2012 come Vice nazionale.
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